Il ritmo
Versi brevi e regolari, modellati dal respiro del canto più che dalla pagina.
Capìtulu — A Paghjella
Una forma breve, fatta per la voce, al cuore della tradizione orale corsa.
Paghjella cantata
Definizione
La paghjella è una forma poetica e musicale tradizionale della Corsica, strettamente legata al canto polifonico. È costruita su versi brevi e regolari portati da tre voci che si chiamano e si rispondono.
Tramandata a lungo oralmente, di paese in paese e di generazione in generazione, accompagna il lavoro, le feste e il lutto.
Caratteristiche
Versi brevi e regolari, modellati dal respiro del canto più che dalla pagina.
La natura e la macchia, i paesi, l'amore, la storia dell'isola, la gente e i fatti della vita.
Il corso, con i suoi suoni propri: la musicalità del testo è parte della poesia.
Tradizionalmente tre: a segonda, u bassu e a terza, intrecciate nella polifonia.
Paghjella u Prunelli
À mezi monti ed ellu
Lu to versu cusì bellu
Cant'è paghjelle bell'onde
À li so chjam'è risponde
Da Basterga chi ghjuvelli
À li paesi Prunelli
Traduzione
Tra i monti, e lui,
il tuo verso, così bello,
canta paghjelle, belle onde,
ai loro richiami risponde,
da Basterga, che gioielli,
fino ai paesi del Prunelli.

Perché conta
La paghjella è uno dei volti più riconoscibili dell'identità corsa. Cantare una paghjella significa tenere viva una lingua e un modo di stare insieme.
Scrivere paghjelle oggi, come fa Salvadò Scotto, prolunga questa catena di voci: la forma resta, i temi si rinnovano.